domenica, 04 giugno 2006


La virtù dei soldi nascosti sotto mattoni e materassi

MICHELE PARTIPILO

La faccia esterrefatta del venditore di automobili era indimenticabile.
Un'anziana donna, di quelle vestite di nero e con il volto racchiuso
nel fazzoletto scuro, s'era presentata nella concessionaria per acquistare
l'auto al figlio.
Era la prima automobile di famiglia.
Per pagare era arrivata con un sacchetto di plastica e dentro, alla rinfusa, spiccioli e banconote per quasi ventimila euro.
Di qui lo sconcerto del venditore, abituato a vedere assegni, carte di credito e
moduli di finanziamento.
In quella concessionaria all'improvviso si fronteggiavano due stili di vita, due modelli economici, due civiltà.
Per l'anziana donna acquistare un'auto voleva dire innanzi tutto
avere la completa disponibilità economica per farlo, cioè una montagnola
di soldi: fruscianti, sgualciti, spiegazzati, ma veri.Accumulati giorno dopo giorno sotto il materasso di lana.
Quelle banconote erano il riassunto della civiltà contadina cui
apparteneva:
si può spendere solo per ciò che si ha, i debiti sono un disonore, roba per gente alla fame o senza scrupoli. Poche eccezioni erano consentite a questo codice d'onore :  solo l'acquisto di un terreno o di una casa poteva avvenire
con l'aiuto di una banca, meglio però se ad «aiutare» era qualche parente, fidato, così che non si venisse a sapere troppo in giro. Ma il prestito andava comunque a macchiare la purezza dell'acquisto, togliendo valore al sudore che era stato necessario e che ancora sarebbe servito per compiere quel passo.
Una mentalità che oggi ci fa sorridere, noi gente moderna, disinvolta nella vita e negli affari. Ma quali risparmi, ma quale contante: si paga tutto con le carte di credito (o di debito?) e -proprio come blandisce la pubblicità -è possibile togliersi ogni sfizio.
Che volete, il nuovo cellulare?Il televisore ultrapiatto? La vacanzina fuori stagione? il motorino per la figlia 16enne? Una bella cerimonia per la cresima dell'altro figlio? Non è necessario avere denaro disponibile: tutto si può «finanziare». Bastano la fotocopia della busta paga e qualche firmetta, così
la vita ti sorride. Tecnicamente si chiama «credito al consumo», praticamente è la rivincita della cicala sulla formica dopo millenni di sconfitte.

I dati parlano chiaro: il 60 per cento dei pugliesi ha attivato un finanziamento a rate e l'Italia è tra i paesi europei più vivaci in questo settore.

Basta con i risparmi tenuti lì a marcire sotto materassi o mattoni, il nuovo verbo è spendere, spendere, spendere. Così - dicono i sacerdoti del dio consumo - si mettono in moto circuiti virtuosi: perché si acquista di più, le aziende producono di più e quindi danno più lavoro e chi lavora potrà permettersi a sua volta altri acquisti a rate, riproducendo il meccanismo all'infinito. Ecco da dove nasce la ricchezza: dai “copponi”, come si chiamano i debiti dalle nostre parti. E, attenzione, i beni acquistati a rate quasi sempre sono voluttuari, cioè non indispensabili.

Solo che qualcosa in questo prodigioso meccanismo forse non va, visto che proprio ieri l’ Istat ha diffuso dati su cui riflettere. Il 14 per cento delle famiglie non riesce a rifondere i debiti che ha contratto. Al Sud la percentuale quasi raddoppia e sale al 25 per cento. Non solo, ma fra i pagamenti a rate l’ Istat
ha incluso anche le bollette di luce, acqua e telefono.
Quasi una famiglia su 10 - il 9 per cento per la precisione - non riesce a far fronte neppure a questi obblighi .Insomma gente che ha fatto il famoso passo più lungo della gamba. Del resto in uno Stato che galleggia su una marea
di debiti è difficile ispirarsi a principi diversi.

Dalla lettura incrociata dei dati si possono trarre una serie di considerazioni. La prima è che mediamente viviamo al di sopra delle nostre possibilità.
Le importazioni di salmone, champagne e altri prodotti di lusso negli ultimi anni sono cresciute a dismisura. E non si dica che servono per nutrirsi.
La seconda è che siamo tutti un po' meno previdenti e responsabili. Della serie, prendiamoci tutto dalla vita, chi se ne frega se poi non ce la farò, qualcuno rimedierà.
La terza è l'oggi, l'effimero, elevato a metro di tutte le azioni. Per cui se ieri un padre piantava un olivo per lasciare un piccolo tesoro ai figli, oggi non ci interessa nulla delle conseguenze più lontane delle nostre azioni.
E così bruciamo boschi, divoriamo petrolio, prosciughiamo fiumi, deprediamo mari.
Che c'importa? Domani non ci saremo, ma ci siamo oggi e i Mondiali
voglio vedermeli su un bel televisore lcd da 42 pollici.
Acquistato a rate, naturalmente.

da   LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 28 maggio 2006

 

 

postato da: gabriellagirls alle ore 17:21 | Permalink | commenti (7)
categoria:
lunedì, 29 maggio 2006

Ancora ! amo notare il cambio delle stagioni da quei pochi segni -sempre universali-
offerti dalla natura...e, soprattutto, con quella che ritengo una fortuna :
la possibilità di vederli !!!!
Penso che non sia da tutti
-vuoi perchè immersi sempre e soltanto nei "cementi" urbani,nelle anonime e disadorne periferie-
poter attraversare quotidianamente ,
-toh! nel tragitto che ti porta sul posto di lavoro-
tratti di campagna, seppur brevi, dove per esempio  in questo periodo ,
già le balle di avena o di grano, alternati a piccoli appezzamenti "a vigna"
ti danno il buongiorno !
E poi continuare, costeggiando un'ansa di mare...
sì, mi sento fortunata d'avere tutto ciò
...prima di timbrare il cartellino. 

postato da: gabriellagirls alle ore 20:00 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 11 maggio 2006

                              news !?

Come nascono i presidenti del consiglio in Italia

Il signor Beramotti era un furbo come non ne trovate uguali in tutti gli Appennini. Suo padre ancora pascolava le capre negli Abruzzi e depredava i viandanti sotto il Monte Roso. Era una vecchia famiglia di ladri. Vittore Beramotti era stato impiccato, ed era stato il capostipite di tutta la famiglia. Per onorare degnamente la memoria del loro avo tutti i Beramotti rubavano, ma non venivano chiamati signor Beramotti, bensì soltanto Beramotti e basta. Solo l'ultimo era diventato signore.
Sulla scena entra dunque il signor Giuseppe Beramotti.
E' un signore simpatico. Già da ragazzo aveva mostrato grandi doti e quando nel 1874 nell'Italia riunita fu proclamato l'obbligo scolastico, Giuseppe era fermamente deciso a studiare bene per trovarsi il pane in città.
Questo ragazzo non amava la vita delle montagne, dove ci si può derubare l'un l'altro solo occasionalmente. Il suo desiderio si volgeva alla città, dove si può ingannar meglio la gente, perché sono in tanti a vivere in un piccolo spazio e non si conoscono l'un l'altro.
Qui invece ognuno sa quante capre ha. Tizio ne ha tante e Caio tante, e così una volta che il piccolo Giuseppe aveva rubato il caprone a Ossiato, del paese di sopra, erano venuti subito i carabinieri, e furono guai.
Giuseppe dunque studiava alacremente. Dannato ragazzino delle falde del Monte Roso! Ingoia cultura solo per poter andare in pianura a derubare la gente di città.
E nell'anima innocente del piccolo futuro signor Beramotti prendeva vita l'immagine del suo avvenire.
Sarebbe diventato commerciante. In quell'angolo d'Italia, si guardano i commercianti con una buona dose di terrore.
Giuseppe fin da piccolo aveva sentito dire dopo la partenza dei commercianti ambulanti: "E così, ci hanno derubato un'altra volta".
E c'era sempre qualcosa di vero. Non c'è da meravigliarsi dunque se il piccolo Giuseppe Beramotti desiderava diventare commerciante per poter prendere per i fondelli i compatrioti, come si dice, che era il suo più bel sogno e la sua più forte aspirazione.
A scuola studiava e imparava bene. Gli piaceva far di conto, in seconda faceva un vero commercio di scambio con i compagni e li scorticava vergognosamente. Quando ebbe dodici anni, il padrone della scuola convinse il vecchio Beramotti a mandare il figlio in città, e davvero lo scaltrito ragazzo di campagna dopo le vacanze comparì a Firenze.
Da quel momento, il cammino della sua vita prese a farsi chiaro. Entrò nel commercio.
Apprese con indefessa applicazione tutte le pratiche del commercio, poi lo troviamo a Genova come primo commesso della ditta Rastati.
Poi in tribunale per una malversazione di 180.000 lire. Il tribunale però per uno strano caso lo prosciolse.
Si diceva che avesse distribuito 80.000 lire tra i giudici e che fosse partito con 100.000 lire per la Sicilia.
poi ebbe un processo con una famiglia che lo accusava di aver buttato in mare il capofamiglia nel porto di Palermo, dopo averlo derubato di un biglietto che aveva vinto le 500.000 lire del primo premio a una lotteria. Comunque stiano queste cose, è certo che il signor Beramotti fece una bellissima carriera. Quando in un distretto elettorale della Sicilia pugnalò il suo avversario politico, fu eletto senatore dai suoi entusiasti amici ed entrò nel partito governativo. Tentò anche di avvelenare a un banchetto i suoi avversari politici e da allora ebbe accesso alla corte e poteva parlare col re senza chiedere prima udienza. Alla fine divenne presidente del consiglio dei ministri
 E sia detto a sua lode che, dopo aver riscosso soltanto ora quel primo premio di 500.000 lire su cui si era tanto parlato, fece innalzare su un palo nel porto di Palermo una statua della madonna e la fece adornare di fiori in ricordo di quel suo povero amico che una volta era passato di notte presso il porto mentre passeggiava. Felice Italia!

Jaroslav Hašek, Švejk contro l'Italia. Racconti 1904-1923, !!!!!!

a cura di S. Corduas, Milano, Garzanti, 1975, pp. 167-168.

postato da: gabriellagirls alle ore 16:18 | Permalink | commenti (1)
categoria:
lunedì, 01 maggio 2006

                                            

                                                   1° maggio

                                         sta' volta, in particolare,

                          per i pensionati , che hanno avuto un lavoro
                                                           e 
                     per  i giovani , che -speriamo!- avranno un lavoro.

postato da: gabriellagirls alle ore 08:55 | Permalink | commenti (3)
categoria:
sabato, 22 aprile 2006

 corsivo di...corrosivo

mattinata pe riaccostarsi al giardino...
travasi, potature, foglie secche da eliminare...
ricominciare a parlare..."uè ma allora ti sei ripresa, quest'anno l'hai fatta la fioritura..."
all'arancio che avevi dato per spacciato...
"ma guarda , mi ero dimenticata che c'erano pure i bulbi di fresie in quest'angolo..."
qualche chiodo della spalliera arrugginito,
ciuffi di parietaria negli angoli degli scalini,
quei brutti muretti, ora ricoperti di muschio...
dovrei togliere questi elementi invadenti e corrosivi...
ma no, sono anch'essi testimoni che -d'inverno,in giardino-
c'è stata comunque vita...
e poi, un muschio lo puoi sempre
 
utilizzare  per il presepe!
 

postato da: gabriellagirls alle ore 15:53 | Permalink | commenti (6)
categoria:
giovedì, 20 aprile 2006

 

 

La Biennale viaggia verso sud

Sensi contemporaneiSensi contemporanei è il nome di un progetto destinato a sette regioni del Mezzogiorno d’Italia che ospiteranno alcune mostre presentate all'ultima edizione della Biennale d'Arte di Venezia “Sogni e Conflitti. La dittatura dello spettatore”. Nel complesso prevede: dieci esposizioni d’arti visiva, un piano d’interventi di piccola riqualificazione di sedi già destinate a attività espositiva  e un parallelo programma di strutturale riqualificazione architettonica di nuove sedi da destinare allo stesso scopo, corsi di formazione rivolti al pubblico, seminari per gli addetti ai lavori, realizzazione e promozione di nuovi itinerari di turismo culturale ed un concorso per giovani artisti. Tutto per un costo complessivo di 5 milioni di euro (delibera Cipe 83/2003).
Come ampiamente descritto nel suo sito internet, “Sensi contemporanei” coinvolge, oltre la Biennale, anche la Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanea del Ministero per i Beni Architettonici e Culturali, il Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione del Ministero dell’Economia e delle Finanze e le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia.
Queste le mostre: “Clandestini” al Forte Spagnolo di L'Aquila dal 21 luglio al 21 ottobre, “Sistemi individuali” al Museo Archeologico Provinciale di Potenza dal 29 maggio al 30 ottobre, “Movimento / Movimenti” in Palazzo Lanfranchi a Matera dal 30 maggio al 5 ottobre, “Zona d'Urgenza” nella Villa Zerbi di Reggio Calabria dal 4 settembre al 15 novembre, “Stazione Utopia” alla Mostra d'Oltremare di Napoli dal 31 luglio al 6 settembre, “Movimento / Movimenti” nell'ex Capannone Autoparco di Campobasso dal 2 ottobre al 30 novembre, “La Zona” nella Sala Murat di Bari dal 15 luglio al 16 ottobre, “Movimento / Movimenti” nel Castello Carlo V di Lecce dal 16 luglio al 16 ottobre, “Movimento / Movimenti” a Bagheria dal 15 settembre al 30 ottobre, “Ritardi e Rivoluzioni” nel Palazzo Belmonte Riso di Palermo dal 15 settembre al 30 ottobre. Quest’ultimo appuntamento vedrà protagonista anche Andy Warhol con la proiezione di un suo film dedicato a Marcel Duchamp.
Ad ogni soggetto interessato dall’operazione viene riconosciuto un ruolo chiave nella riuscita del progetto. Alla Biennale, che per la prima volta nella sua storia presenta le principali mostre prodotte a Venezia in sedi diverse da quelle tradizionali dei Giardini e dell’Arsenale, il merito di mettere a disposizione le proprie professionalità ed esperienze per un confronto col vitale sistema della produzione e dell’organizzazione d’arte contemporanea del Sud. Al Dipartimento per le politiche di Sviluppo e di coesione del ministero dell’Economia e delle finanze il riconoscimento per la fermezza nello sperimentare un’interpretazione della cultura contemporanea come potenziale fattore di sviluppo socio-economico di vaste aree del territorio. Ma anche la caparbietà nell’intrattenere, contemporaneamente, rapporti di collaborazione e programmazione con sette regioni del paese. Alla Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanea del Ministero per i Beni architettonici e culturali il pregio di promuovere e coordinare il programma territoriale e sostenere, finanziariamente, i progetti di recupero e ristrutturazione dell’ex Centrale del latte di Potenza, dell’ex Convento di Santa Lucia di Matera, della Villa Zerbi di Reggio Calabria e del Palazzo Belmonte di Palermo. Lodevole, poi, lo sforzo delle sette Regioni del sud che, fino in fondo, hanno creduto in “Sensi contemporanei” ed hanno permesso di contestualizzare ogni parte del progetto in rapporto alla propria specificità territoriale.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: gabriellagirls alle ore 20:27 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 17 aprile 2006

                     

        

         senza "sindrome del lunedì"

                   tanti auguri a tutti x tutto !

postato da: gabriellagirls alle ore 08:26 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 11 aprile 2006

                                                                                                                  

          ...  sperèm !

postato da: gabriellagirls alle ore 13:44 | Permalink | commenti (5)
categoria:
giovedì, 06 aprile 2006

I bambini imparano ciò che vivono.

I bambini imparano ciò che vivono 

Se un bambino vive nella critica impara a condannare.

Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.

Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.

Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.

Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.

Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.

Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.

Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.

Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi.

Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara

a trovare l'amore nel mondo.

Doret's Law Nolte

...sì, senza ipocrisie, basterebbe seriamente pensare a loro.
               in P a r l a m e n t o !!!!

postato da: gabriellagirls alle ore 07:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:
giovedì, 30 marzo 2006

in questi giorni anche i blog affrontano il tema delle prossime elezioni...
il tono è spesso divertente come quello letto qui

Ci vuole un buon partito
quanto conta la questione morale in una lovestory?
E se si vuole essere elette da quello che ci piace tanto,
è meglio farsi vedere molto in giro o no ?
Mancano poche settimane al 9 aprile, ma già la campagna politica è piena di ragazze che (in amore) si candidano per vincere. di Marcella Volpe
.....................................
Siamo in campagna elettorale, no?
Quella situazione in cui un candidato cerca di conquistare l'elettorato
per farsi eleggere e formare un Governo. Una lotta di seduzione.
Simile a quello in cui, per esempio, una donna (il candidato)
cerca di sedurre un uomo (l'elettorato)
per avere una liaison con lui (farsi eleggere),
e diventare una coppia (formare un Governo).
Ne consegue che alcune fasi dell'attuale campagna elettorale, se attentamente studiate, possono rivelarsi dense di suggestioni e assai più efficaci di manuali tipo "Come conquistarlo in sette giorni e rimettere a posto le tapparelle del tinello".
La lettura è consigliata anche agli appartenenti all'arco politico parlamentare, che possono trovare utili suggerimenti. Politici o sentimentali (eppoi, metti che alla fine non becchi un voto, puoi sempre provarci come spin doctor. Che, d'altra parte, è uno dei compiti di una perfetta first lady, no?).
LISTE E SLOGAN Volete candidarvi, ma il vostro corpo elettorale non sa nemmeno che voi esistete. Se siete proprietaria di tre televisioni, non dovreste avere problemi a promuovervi. Diversamente, lo scopo è riuscire a farsi notare. Cercate di sapere cosa cattura la sua attenzione.
È un fobico? Fate come il Polo e promettetegli "Città più sicure".
Gli piace teatro off e musica etnica? Emulate Milly Moratti, che alle primarie milanesi si è proposta come "La vera alternativa".
È un grande ustionato da relazione precedente? Citate I'UDC, che ricorda
"La Responsabilità. È questo che tiene unita l'Italia".
Fate in modo che il vostro nome circoli e sia ben chiaro.
Decidere, a campagna elettorale iniziata, di chiamarsi Partito Democratico, per dire, può rivelarsi un boomerang, soprattutto se avete cambiato sigla già diverse volte (Ulivo, Gad, Fed, Unione...). Insomma, se un elettore vuole telefonarvi, come fa a trovarvi sull'elenco?
LA PIATTAFORMA Se durante l'ultimo incontro, nel momento clou, ha ululato
IO C'ENTRO. Se all'ennesima esternazione sul tema convivenza sì/no/forse
ha ammesso a denti stretti che L'UNIONE FA LA FORZA, siete sulla buona strada.
È il momento di passare al Programma e alle Promesse.
La quantità non è importante, l'elettorato premia solo gli impegni chiari e precisi.
MENO TASSE PER TUTTI ha di certo contribuito alla fortuna dell'attuale premier, che ha toccato un tasto semplice e universale. La difesa dello stato sociale portò alla vittoria dell'Ulivo nel '96. Che siate liberali o democratiche, deve comunque passare il concetto che lo lascerete giocare a calcetto e che prima di chiedergli di cedere un cassetto per riporre i vostri perizoma passeranno non meno di sei mesi.
A volte promettere l'impossibile paga, ma ricordatevi che davanti a speranze disattese il malcontento può tramutarsi in un voto all'opposizione nelle prime regionali.
Col rischio di consegnarlo nelle mani di "quell'altra" addirittura prima del compimento della legislatura.
LA FIDUCIA Avete formato il Governo, ma sentite che si avvicinano i tempi di una verifica che vorreste passare a pieni voti. Se vi accusano di cattiva gestione, fate come Tremonti, e obiettate che l'euro e la concorrenza cinese avrebbero fiaccato la più solida delle economie.
Se il vostro partner, allibito, balbetta che non vi ha tradito con nessuna orientale, sibilate che ogni giustificazione maschera una colpa. È così che si sposta il dibattito dalle vostre pecche alle sue. Dopo una decina di puntate di Ballarò vi verrà facile.
A chi vi accusa di non aver fatto le grandi opere, obiettate che nessun governo termina il suo programma in una sola legislatura. Ce ne vogliono almeno due.
Eppoi tesoro, lo sai anche tu che ristrutturare casa e crescere dei bambini richiede finanziamenti generosi... Sarà il caso che ti tassi ancora un po', e che metta in programma un mini condono.
CONFRONTI (S)LEALI Ovvero: intercettazioni, servizi segreti, veleni e polveroni.
Se avete tra le mani un caso Unipol che possa far perdere credibilità al vostro competitor (fidanzata in carica, ex o aspirante premier che sia) riflettete bene sull'uso da farne.
Sbandierarlo porta a porta non è conveniente, se non avete prove davvero  ero schiaccianti. Lo dicono i sondaggi. II Piccolo Galateo dello sputtanamento prevede anche che, in caso di dibattito pubblico, non è bello accusare Fassino se Fassino non è invitato e c'è invece Bertinotti, che sarà pure alleato suo ma non è mica la sua tata (dubbio: per Fassino sarà stato più imbarazzante essere accusato di eccessivo tifo per l'Opa su Bnl o ascoltare dalla De Filippi i racconti di lui che a sei anni chiedeva la tata in sposa?). Insomma, l'avversario si attacca solo quando è presente. Potreste avere un elettorato talmente garantista da non gradire chi lo fa in assenza dell'accusato. Ma, attenzione. Chi getta fango riceve fango. E se il nemico se la cava, non è detto che anche voi poi ci riusciate. Quindi, prima di sollevare la questione morale, come la mettiamo con le reiterate telefonate notturne al vostro furbetto del quartierino accanto?
GLI ASTENSIONISTI Aumentano sempre di più. Pronti a spulciare le minuzie del vostro programma e, se non aderisce in tutto e per tutto alla loro visione del mondo, a votare scheda bianca. Eh sì, perché gli astensionisti vanno spesso in bianco, duri come sono a farsi convincere. Capaci di rifiutare creature perfette ma non abbastanza ferrate di cinematografia francese. O a mollarvi se casa vostra tradisce gusti cheap, invece di essere spoglia come una chiesa anabattista. Ricordate che se lo conquisterete perderete voi stesse. E comunque fategli presente che potrà pure astenersi, ma ci sarà qualcuno che prima o poi voterà e deciderà. Anche al posto suo.
LA CAMPAGNA Piazzare un'affissione 6x3 (ma in giro ormai ce ne sono 24x12) solo davanti alla sua finestra, in modo vi veda appena si sveglia, giova solo se il vostro corpo elettorale ama candidati egotici. Gli eccessi possono essere controproducenti. Se la sera vi ha visto al Processo e a Matrix e al mattino vi incontra "casualmente"
al bar mentre tenete un comizio su coppia aperta e tradimento, rischiate di sembrare ossessive. Due parole anche sulla Par Condicio: lo so, vorreste che neanche la sentisse "l'altra", la gattamorta. Ma pretendere che guardi solo voi è illiberale. E poi agli uomini piace disporre del telecomando.
ELECTION DAY Sentite che è finito il tempo del flirt ed è arrivato quello di una relazione definitiva. Intuite che non ci sarà una seconda possibilità. Ora è tutto nelle sue mani. Sono ore convulse. E a complicare le cose arrivano i primi exit poll. Evitate di esultare se l'amico insider vi dice che, secondo gli ultimi sondaggi, lui è pazzo di voi. E non sprofondate nel mutismo al racconto dei suoi movimenti pelvici
al party di ieri sera, eseguiti in onore di una qualunque portatrice sana di borsina Prada. Il popolo è sovrano, deve decidere. E noi ragazze lo sappiamo.
La cosa più difficile è trovare un buon partito.

(da Marie Claire marzo 2006)




postato da: gabriellagirls alle ore 20:18 | Permalink | commenti (2)
categoria: